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La
neve a Firenze
Le nevicate
per Firenze sono quasi eventi straordinari, ma in passato la neve è caduta
più volte in città anche con abbondanza, sebbene sempre a molta distanza
di anni tra una nevicata e l'altra; è forse per questo che molti fiorentini
la vedono come un fatto veramente eccezionale e quasi la temono.
Tra le nevicate rimaste nella memoria della città ci sono quelle del 1269,
del 1376, del 1389 e del 1408 che "bastò un mese e mezzo".
Significativa è la cronaca di Bartolomeo Masi sull'ondata di freddo del
1493:<Ricordo come a dì 20 di gennaio1493, il dì di Santo Bastiano,
nevicò in Firenze in modo tale che gli alzò la neve per le vie presso
a un braccio. E fu in detto anno un grandissimo freddo in modo tale che
si vedeva gettare fuori dalle finestre un catino d'acqua calda e, mediato
che l'era in sulle lastre, ell'era diacciata; e durò la sopraddetta neve
in Firenze un mese e più; e diacciò Arno tra ponti di Firenze da banda
a banda; et in detto anno si seccò, pel freddo grande che fu una gran
cosa di vignie e di vite di questi nostri piani; e così fu di molti olivi,
allori e melaranci de' quali ne campò molto poche. Dicono questi nostri
antichi che a loro tempo non ricordano nevicare in Firenze mai per una
volta sola tanta neve quanta fu questa di questo dì ...>.
E con tanta neve sul terreno non mancava certo la materia prima per i
pupazzi che venivano costruiti dai più giovani e non solo: il Vasari racconta,
ad esempio, che dopo la grande nevicata del 1493, Piero dei Medici, il
figlio di Lorenzo il Magnifico, si rivolse niente meno che a Michelangelo
per fargli fare, nel cortile del suo palazzo, "una statua che
fu bellissima".
Un' altra nevicata di grande importanza fu quella del 1510 quando la neve
venne giù fitta fitta per quattro giorni di fila e dopo sei giorni di
sosta riattaccò a cadere con abbondanza su quella accumulatasi precedentemente,
tanto "che ella si alzò per Firenze in molti luoghi un braccio".
Inoltre fu così freddo che i fiorentini organizzarono partite di pallone
e corse di cavalli sull' Arno ghiacciato.
Nel 1604, invece, sfilarono cortei e si tenne una Giostra del Saraceno.
Spesso la neve cade in periodi insoliti ed all'improvviso, aumentando
lo stupore nella gente. Così accadde nel 1883 e nel 1886 quando le nevicate
avvennero in maggio.
Nel 1895 la neve cadde abbondante nei mesi di gennaio, febbraio e marzo
per un totale di 14 cm. Nevicò spesso nel 1904 sia in gennaio, febbraio
e marzo che in ottobre e novembre.(Cliccare per vedere la foto di Piazza
Signoria con la neve del 1904)
La fine dell'anno 1906 regalò una cospicua nevicata il 30 dicembre, ma
anche i primi tre mesi di quell'anno insieme agli ultimi tre videro comparire
la neve.(Nella foto Piazza Vittorio durante una nevicata dei primi anni
del '900).

Nel 1908 si
segnala solo del nevischio, ma già sul Monte Morello le nevicate furono
di ben altra portata. L'anno successivo due nevicate avvennero a gennaio
e a febbraio.
Il 2 febbraio 1915 La Nazione scrive:<La neve ha arrecato ieri
letizia nuova ai cittadini... i fiorentini hanno salutato con gioia la
neve, assistendo con lieto animo alle battaglie giovanili sulle pubbliche
piazze...>; di ben altre battaglie il giornale trattava in prima
pagina e così il racconto della nevicata del giorno prima temperò le notizie
di guerra provenienti dal mondo (purtroppo solo per poco tempo). La nevicata
fu abbondante con circa 20 cm e nevicò anche il mese prima.(Foto di Piazzale
Michelangelo e unaveduta
di Firenze dopo la nevicata del 1915).
Ma l' inverno più gelido e nevoso che si ricordi ai giorni nostri fu quello
del 1929 quando nevicò per un giorno in gennaio, per quattro giorni in
febbraio, accumulando una gran quantità di neve, per un giorno in marzo,
per uno in aprile e per tre in dicembre.
La prima nevicata si ebbe il 17 gennaio e fu abbondante. Il giorno dopo
le strade e le pozze erano gelate, dato che già alla mezzanotte il termometro
segnava -5°C. Il 19 gennaio si raggiunsero i -7°C; ma temperature come
queste non furono da record per Firenze perchè negli anni passati si toccarono
punte inferiori: per esempio -10,6°C (24 gennaio 1891) e -12,9°C (30 dicembre
1849). Comunque nei dintorni di Firenze il freddo fu più intenso ed a
Ponte a Signa la temperatura arrivò a -11°C, mentre a Borgo San Lorenzo
ci furono -15°C. Nei giorni successivi il tempo restò freddo anche se
la temperatura tese a risalire piano piano. Le notizie dal resto d' Europa
erano ancor più eclatanti ed in molte città si oltrepassarono di gran
lunga i -20°C.
Il freddo tornò a farsi sentire con grande intensità domenica 3 febbraio
quando il termometro registrò una minima di -7°C e una massima di appena
0,4°C ed il vento ghiaccio di tramontana riprese a soffiare. La gente
preferì chiudersi in casa e così le strade e le piazze della città rimasero
deserte. In montagna aveva cominciato già a nevicare (80 cm all'Abetone),
mentre notizie provenienti da est raccontavano di interi golfi gelati
sul Mar Adriatico.
Il 4 gennaio il freddo continuò ad intensificarsi: a Firenze la minima
restò sui -7°C, ma già nelle campagne si registrarono -16°C e fiumi come
il Cecina e i laghi di Chiusi e Montepulciano gelarono del tutto. L'Arno
era ghiacciato in parte. Dall' estero si segnalavano -37°C in Boemia.
L' ondata di gelo proseguì: il 5 febbraio ci furono -7,5°C a Firenze e
sul Monte Morello la neve era già alta un metro.
Giorno dopo giorno ogni corso d'acqua più grosso veniva ricoperto da uno
strato di ghiaccio. Il 6 febbraio toccò al lago di Massaciuccoli ed alla
Sieve sulle cui rive, in località San Piero a Sieve, si toccarono i -15°C.
In Cecoslovacchia si scese a -40°C a Budwels.
Le giornate si mantennero gelide fino a lunedì 11 quando alle 9 cominciò
anche a nevicare con vento di tramontana. Nel Mugello c'era già mezzo
metro di neve. Ma ancora il peggio non era passato. A Firenze continuò
a nevicare fino a giovedì 14; tutti i servizi erano interrotti o precari,
cominciarono a scarseggiare i generi alimentari e, ancor peggio, la legna
ed il combustibile per il riscaldamento. Con temperature vicine o uguali
a -9°C l'Arno congelò completamente e la neve si alzò di parecchi centimetri.
Sull' Appennino Tosco-Emiliano, dopo giorni di intense bufere di neve,
sul suolo rimase uno strato di 3 metri.(Foto: Ponte
Vecchio; tetti
del centro, Lungarno e Ponte alle Grazie; Ponte
alle Grazie; Piazza
dei Giudici; articolo
da "La Nazione".)
Il 16 febbraio la temperatura in città scese a -10,5°C (a Borgo San Lorenzo
-22°C) e Padre Guido Alfani dell' Osservatorio Ximeniano di Firenze confrontò
le medie di questo freddissimo periodo con quelle normali del mese di
febbraio:
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TEMP.
MEDIE FEBBRAIO 1929 |
TEMP.
MEDIE DI FEBBRAIO |
MINIMA: |
-6,14°C |
2,96°C |
MASSIMA: |
-0,42°C |
10,76°C |
MEDIA: |
-3,20°C |
6,61°C |
Per far capire
l'eccezionalità di quell' inverno basterebbe soltanto dire che a Varsavia
si raggiunsero i -45°C, a Vienna -32°C (misurazioni queste, che non
tutti i termometri riuscirono a compiere). Il ghiaccio sul Mar Nero
si estese a perdita d'occhio. In Italia ci furono paesi appenninici
sommersi da circa 8 metri di neve.
Ancora oggi qualche persona più attempata, vedendo magari il termometro
scendere e ricordandosi quell' inverno da lupi (che in molte parti d'
Europa scesero affamati nei villaggi), esclama, esagerando un po':<
Fa più freddo del '29!>.
... continua
...
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Piazza
Signoria con la neve del 1904

Piazzale Michelangelo nel febbraio 1915

veduta di Firenze nel 1915

Ponte Vecchio nel febbraio 1929

tetti del centro, Lungarno e Ponte alle Grazie nel febbraio 1929

Ponte alle Grazie nel febbraio 1929

Piazza dei Giudici nel febbraio 1929

articolo da "La Nazione" del febbraio 1929
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